paolo Nov 12, 2018 Escursioni no responses

Pizzo Calabro

Pizzo è un borgo sulla costa, arroccato su di un promontorio al centro del Golfo di Sant’Eufemia. Il suo territorio comprende una costa frastagliata, contraddistinta da spiagge sabbiose in alcuni tratti e da scogli in altri. Sulla costa Nord Est, dalla pineta Mediterranea fino alla foce del fiume Angitola si estendono quasi 9 km di ampie spiagge sabbiose. Appena dopo il fiume si alza la montagna di Vibo, che fa da cortina al territorio, che ha il suo confine con Maierato e Vibo Valentia in alto, sul crinale delle colline. Più a Sud, dove si innalza il masso tufaceo su cui nasce e si sviluppa Pizzo, la costa diventa rocciosa con numerose calette e zone ricche di scogli naturali, nonché diverse grotte, fra cui la Grotta Azzurra, riaperta negli ultimi anni, dopo vari interventi per la protezione dal moto ondoso.

Nella zona centrale troviamo la spiaggia della Seggiola, piccolo fiordo al centro del masso tufaceo su cui è arroccato l’abitato su cui domina il Castello Aragonese eretto nella seconda metà del XV secolo da Ferdinando I d’Aragona e la Marina, graziosa località balneare nonché ritrovo notturno. Per raggiungere Pizzo in auto, dal Nord dell’Italia, si può prende la A1 Milano-Napoli e si prosegue percorrendo l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria sino lo svincolo di Pizzo. In treno ci sono ben due stazioni che permettono di arrivare a Pizzo: quella di Lamezia Terme e quella di Vibo Valentia-Pizzo. L’aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme che dista circa 25 km dal centro.

Come per molte altre località calabresi, nei secoli scorsi è stata cercata una origine nell’antica Magna Grecia, con qualche eroe eponimo. Così oggi alcuni ripetono che Pizzo è stata fondata da Nepeto ai tempi dell’antica Grecia. Ma non c’è nessuna evidenza di ciò, anche se localmente qualcuno usa per motivi commerciali la dizione “napizia”, e la voce “napitini per gli abitanti. Ci sono notizie certe dell’esistenza di un forte e di un borgo solo a partire dal 1300, e dell’esistenza della comunità di monaci Basiliani, mentre restano tracce nel territorio di un’antica attività di pesca, specialmente al tonno. Il nome Pizzo ( = becco d’uccello, punto sporgente) si attaglia perfettamente al promontorio tufaceo che sporge sul mare, elevandosi dalla foce del fiume Angitola, fino alla spiaggia della Marina, dove fu collocato nel XV secolo anche il piccolo forte Aragonese, detto oggi Castello Murat, per i tragici eventi del 13 ottobre 1815.

La posizione forte, e il castello favorirono la crescita del borgo marinaro, anche per la fortunata attività di pesca del tonno. Per secoli, i tonni, nel mese di maggio giugno, raggiungevano a milioni le spiagge del golfo di S. Eufemia, e ivi sorsero le famose tonnare di Bivona, e di Pizzo. Proprio a fianco della Chiesa della Piedigrotta, nella spiaggia denominata Prangi, nella zona detta Centofontane, per l’esistenza ancora attuale di moltissime fonti di acqua dolce, il rais ed i suoi uomini collocavano, fino agli anni settanta la tonnara che veniva tenuta da cavi che partivano dalle rocce a terra, sotto l’attuale Chiesa di S. Francesco di Paola. Nelle rocce a mare ci sono le tracce di questa attività. È crollato l’arco di pietra che teneva il cavo, ma si notano piscine, scale, scavi, vaschette, irrorati dalle fonti di acqua dolce oggi poco copiose, dove probabilmente si lavavano i tonni. Nel mare appaiono sommersi oggi cinque lunghi moli perpendicolari, in località Prangi /CentoFontane / grotta del Bue.

Nella zona Piedigrotta /Prangi sono quasi crollate le grotte del Bue (si pensa che ci fosse ancora in epoca ottocentesca la foca monaca, detta bue marino), e del Saraceno /Centofontane. La grotta del Saraceno, immensa, oggi pericolante è oggetto di una tradizione secondo cui per anni fosse usata dai pirati saraceni e barbareschi, come deposito delle prede e delle persone catturate nelle incursioni nei paesi dell’interno. Ciò è possibile considerando che quella zona del litorale è rimasta spopolata per secoli proprio a causa dell’incessante azione banditesca di pirati di diversa origine, impegnati nella cattura del bestiame umano (schiavi), forza motrice dell’antichità. Pizzo era famosa in epoca borbonica come località di arrivo della nave postale da Napoli, anche se non aveva un porto vero e proprio, e come posto di provenienza di pesci prelibati, in primis il tonno, fresco o sott’olio. I re Borboni spessosi facevano venire il tonno ed altri pesci, per cui Pizzo andava famosa.

Borboni fecero qualche intervento per Pizzo, e c’è traccia del viaggio del 1854 del Re Ferdinando II, che venne in Calabria con l’esercito napoletano in esercitazione armata, e con il figlio Francesco (da lui chiamato Ciccillo). Una notte il Re era rimasto impantanato alla foce del fiume Angitola, ed i Pizzitani gli offrirono ospitalità, in case signorili, ma il re volle accettare l’ospitalità del convento di San Francesco di Paola, cui era devotissimo. Si tramanda che il convento fosse assolutamente impreparato a ricevere il re e che non avessero nemmeno l’acqua. Sul corso c’è la targa che ricorda l’evento. Il castello testimonia la presenza degli aragonesi nel XV secolo.

Proprio in questo luogo, il castello Aragonese, fu tenuto prigioniero e in seguito condannato a morte Gioacchino Muratre di Napoli e cognato diNapoleone Bonaparte. Venne fucilato il 13 ottobre 1815, dopo alcuni giorni di prigionia e un processo fatto nella sala principale del castello e fu poi sepolto nella chiesa di San Giorgio. Oggi il castello aragonese di Pizzo viene denominato Castello Murat. All’interno del Castello c’è il museo provinciale murattiano.

Cucina

Il tonno sott’olio è prodotto da varie industrie locali che trasformano in pregiati prodotti di eccellenza il tonno catturato nelle locali tonnare da tempo immemorabile.

Il tartufo di Pizzo e la nocciola imbottita si possono gustare nelle molte e vivaci gelaterie nella piazza del paese. Il tartufo rappresenta un dei fiori all’occhiello della gelateria di Pizzo. I surici, eccellenti pesciolini pescati localmente si possono gustare nei vari ristoranti di Pizzo.

Economia

Le principali risorse di Pizzo sono:

  • il mare;
  • il turismo;
  • le specialità gastronomiche;
  • il tartufo.

Agricoltura

Sviluppata attività agricola nella zona della foce del fiume Angitola, fino a Francavilla, e attorno ai residui della immensa antica pineta marina. Prelibate e famose le fragole,esportate in tutta Europa. Attività di vivai di piante sul lido sabbioso e pastorizia nella parte a monte verso Majerato. Alcuni esercizi di agriturismo. Molto decaduta la pesca, da quando la pesca ai tonni si fa in alto mare, e per l’impoverimento delle acque dovute sia alla pesca intensiva che a fonti di inquinamento di alcuni stabilimenti nei comuni vicini. I tonnaroti pizzitani, imbarcati sui pescherecci salernitani, o siciliani o tarantini, si trovano in grave crisi occupazionale, per il recente blocco delle attività imposto dall’Unione Europea.

Particolarmente prelibati ma poveri di vero interesse economico, alcuni pesci dei fondali, come il murice, pesce di origine tropicale, chiamato surice dai pizzitani, ottimo fritto. Anche il “pesce porco”, in dialetto, è un pesce tropicale emigrato nei nostri mari, il pesce balestra del Mar Rosso. Rarefatti ormai i saraghi, le orate e le spigole, vero tesoro della pesca pizzitana. Molti marinai pizzitani imbarcati su navi da crociera e su mercantili girano per il mondo. La locale Scuola Nautica, esteticamente non ben collocata sul litorale, forma marinai, costretti alla dura vita lontana da casa. Resta una notevole attività edilizia, in un terreno purtroppo molto malridotto dalle frane, per la friabilità sia delle masse tufacee, che dei terreni di riporto dei molti torrenti dal corto percorso che hanno scavato la costa.

Industria

Scarse le presenze industriali, da quando sono emigrate altrove le antiche “tonnare” cioè gli stabilimenti della lavorazione del tonno, famosi i due antichi marchi Sardanelli e Callipo.

Turismo

Molto attivi alcuni villaggi residenziali internazionali sul litorale sabbioso a nord del Pizzo vero e proprio, mentre in città sono stagionalmente impegnati i ristoranti della Marina, e le gelaterie del lido. Contrariamente ad un andamento in passato concentrato sul mese di agosto e qualche settimana in luglio, ultimamente i villaggi della costa sono popolati di turismo non stagionale anche se di breve permanenza, provenienti dai paesi dell’Est e dai paesi del Nord Europa. La chiesetta di Piedigrotta e il centro richiamano un turismo di volata, proveniente dai villaggi di Tropea e della costa Vaticana. Affollate le notti estive pizzitane, alla Marina e nella piazza, ma si tratta spesso di persone provenienti dall’entroterra Vibonese.

Infrastrutture e trasporti

La relativa vicinanza (30 km) dall’aeroporto di Lamezia Terme, rende Pizzo facilmente raggiungibile da tutta Italia e dall’Europa.

La ferrovia passa a Pizzo da un secolo almeno, con la vecchia linea che dalla Stazione di Eccellente passa in un paesaggio fiabesco fino a Tropea, e resta la vecchia stazione sul litorale a sud. La nuova stazione in comune con Vibo Valentia, sorge sulla montagna, più nell’interno.

L’autostrada Salerno Reggio Calabria ha un’uscita a Pizzo, molto usata per raggiungere Tropea e la costa di Capo Vaticano. Gli alberghi, i villaggi residences, e i campeggi più affollati. Il turismo, con base a Pizzo, può avvalersi del vicino ed ampio comprensorio di tutta la provincia di Vibo Valentia, sia verso il mare che verso l’entroterra.

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paolo Nov 12, 2018 Escursioni no responses

Tropea

Tropea (Trapeia in latino e Τράπεια in greco antico) è un comune italiano di 6.639 abitanti della provincia di Vibo Valentia in Calabria.

La storia di Tropea inizia in epoca romana quando lungo la costa Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano. A sud di Tropea i Romani avevano costruito un porto commerciale, vicino S.Domenica, a Formicoli (cioè corruzione di Foro di Ercole), di cui parlano Plinio e Strabone.

Si vuole che il fondatore sia stato Ercole che, di ritorno dalla Spagna (Colonne d’Ercole), si fermò sulla Costa degli Dei e secondo questa leggenda, Tropea divenne uno dei Porti di Ercole.

Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana sia in epoca bizantina; molti sono i resti lasciati dal bizantini, come la Chiesa di Tropea sul promontorio o le mure cittadine. La città fu poi strappata ai bizantini, dopo un lungo assedio dai Normanni sotto i quali continuò a prosperare anche sotto il dominio degli Aragonesi. Nelle zone limitrofe sono state invece rinvenute tombe di origine magno-greca.

Nota località balneare sul mar Tirreno a sud-ovest di Vibo Valentia ed a nord di Capo Vaticano, ha un monastero di Francescani di notevole importanza e la Cattedrale Normanna del 1100. Di notevole interesse il centro storico, con i palazzi nobiliari del ‘700 e dell’‘800 arroccati sulla rupe a strapiombo con la spiaggia sottostante. Interessanti sono i “portali” dei palazzi che rappresentavano le famiglie nobiliari; alcuni sono dotate di grosse cisterne scavate nella roccia, che servivano per accumulare il grano proveniente dal Monte Poro, e successivamente veniva caricato tramite condotte di terracotta sulle navi che erano ormeggiate sotto la rupe di Tropea.

Sono inoltre presenti un museo privato degli antichi mestieri di Calabria e delle macchine automatiche e una mostra permanente di modellismo ferroviario inaugurata nel gennaio 2012 presso la biblioteca comunale “Albino Lorenzo“.

Il 21 marzo, in onore di San Giuseppe, viene celebrata un festa tradizionale con un pranzo offerto ai devoti, due processioni tra le Sante Messe, gruppi musicali durante la serata e fuochi artificiali.

Il 23 marzo di ogni anno nella “Contrada dell’Annunziata” si svolge una grande fiera, che si snoda per le vie di Tropea, visitata da migliaia di persone, provenienti da tutto il Vibonese. I commercianti ambulanti provenienti da tutta la Calabria e anche da fuori Regione, espongono di tutto, dagli articoli introvabili e stravaganti, agli animali, ai prodotti tipici. Un tempo era la fiera del bestiame di ogni specie che si svolgeva nelle vicinanze della Chiesa dell’Annunziata.

Il Venerdì Santo, all’imbrunire, una suggestiva processione attraversa le vie della città. Apre la processione un grande stendardo brunito, seguito dalle varie confraternite con il cappuccio abbassato sul viso. Un uomo scalzo e con una corona di spine in testa innalza una grande croce nera. Dietro di lui un’artistica e antica bara, dalle pareti di cristallo, su cui giace un Cristo morto. Dietro ancora, la statua della Madonna Addolorata che cerca di raggiungere il Figlio. Le donne seguono la Statua della Madonna cantando le “lamentazioni”, cantici e antiche nenie.

Il 3 maggio si festeggia I tri da cruci. Questa festa commemora l’Invenzione della Santa Croce, giustificata dal fatto che, un tempo, all’inizio di via Umberto I, sorgeva un tempietto con tre Croci. A fine serata la sagoma di un cammello, imbottito di fuochi d’artificio, balla al ritmo frenetico della caricatumbula. La Pro Loco Tropea, assieme ad un comitato appositamente costituito, si occupa dell’organizzazione dell’evento – che riprende i giochi tipici dei festeggiamenti popolari, come la gara dei sacchi, quelle della pasta abbruscenti o delle pignatte – per rendere la festa sempre più bella.

Nel mese di dicembre la Pro loco organizza, spesso, una rappresentazione del presepe vivente con attori che interpretano gli antichi mestieri. La rappresentazione è resa più realistica dalle scenografie e dalla presenza di animali in carne ed ossa. Le vie del centro sono animate dalla presenza di luminarie ed ogni mattina è allietata dal tradizionale suono della zampogna.

Eventi

Il Comitato tecnico-scientifico del Premio Letterario Città di Tropea si riunisce per selezionare mediante votazione i libri che parteciperanno alla fase finale del Premio.

Nel mese di aprile si svolge la Mostra-Fiera di Modellismo Ferroviario città di Tropea a cura del Gruppo Fermodellistico Tropeano.

Nel mese di giugno si svolge la fase finale del Premio Letterario Nazionale città di Tropea, che richiama diversi autori da tutta l’Italia e che coinvolge una giuria composta da tutti i Sindaci calabresi.

In luglio si svolge la Sagra del pesce azzurro e della cipolla rossa di Tropea. La sagra delebra la cipolla rossa e la cucina tradizionale del luogo, che usa il pesce azzurro e la cipolla rossa di Tropea (a cui è stato attribuito il marchio di qualità). La sagra viene organizzata su iniziativa dell’Associazione Turistica Pro Loco Tropea.

Nel mese di agosto si svolge la manifestazione cinematografica Tropea Film Festival, promossa dall’Associazione Culturale Tropeana. L’evento si tiene nel Teatro del Porto di Tropea, all’interno del porto turistico.

Nel mese di settembre nel centro storico di Tropea si svolge il Tropea Blues Festival, un Festival di musica Blues che per una settimana vede esibirsi decine di gruppi musicali. Il format dell’evento è caratterizzato dall’esibizione quasi in contemporanea, tra le vie della città vecchia, di numerose ‘band’, come nella tradizione della città natale di questo genere musicale (New Orleans).

 

Agricoltura

Rileva l’esportazione della cipolla rossa, più dolce rispetto alla bianca. Le coltivazioni sono, però, in prevalenza nei comuni di Ricadi e Parghelia, essendo il territorio del comune di Tropea uno dei più piccoli in Italia.

Commercio

I negozi di Tropea vendono prodotti tipici e artigianali dei comuni limitrofi, tra cui la cipolla rossa, la nduja di Spilinga, il formaggio Pecorino del Poro, l’olio extravergine d’oliva e vini.

Offerti anche prodotti di artigianato locale, come i manufatti in terracotta.

Turismo

L’economia tropeana si basa prevalentemente sul turismo estivo, (dagli inizi di giugno alla fine di settembre). Data la piccola estensione territoriale, molte sono le strutture ricettive (villaggi, case vacanze e residence) nei paesi limitrofi, un tempo facenti parte del sistema dei casali di Tropea (Santa Domenica, Capo Vaticano, oggi sotto il comune di Ricadi, Parghelia, Drapia e Zambrone.

Secondo la versione on line del Sunday Times (14 gennaio 2007), Tropea è tra le 20 spiagge più belle d’Europa.

Infrastrutture e trasporti

Ferrovie

La città è collegata ai centri di Rosarno e Lamezia Terme (sede dell’omonimo aeroporto) dalla stazione ferroviaria, in cui transitano quasi esclusivamente treni regionali (ad eccezione, del periodo estivo, il cui collegamento è potenziato da treni Espresso ed InterCity da e per le principali città italiane).

Porti

Il porto turistico

Tropea è dotata di un porto turistico di recente costruzione, da dove è possibile raggiungere le vicine Isole Eolie (in particolare il vulcano Stromboli, quasi sempre visibile dalla costa calabrese tirrenica meridionale) e le coste limitrofe costituite da falesie d’arenaria, piccole baie, scogliere e spiagge quasi incontaminate.

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paolo Nov 9, 2018 Escursioni no responses

Isole Eolie

Programma 1

MINI CROCIERA ALLE ISOLE EOLIE

L’arcipelago delle Eolie, è formato da sette isole vulcaniche ( Stromboli, Vulcano, Panarea, Lipari, Salina, Filicudi e Alicudi ) sparse nell’arco di 90 Km di mare, disposte a semicerchio a forma di Y, si sviluppa per una lunghezza complessiva di 75 km nella porzione meridionale del Mar Tirreno, di fronte alle coste tirreniche siciliane e alle coste calabre tirreniche (Tropea, Capo Vaticano e Nicotera). Tutte di origine vulcaniche, Vulcano rimane situata nella parte bassa, con Alicudi e Stromboli rispettivamente agli estremi ovest ed est. 

L’isola di Lipari è la più grande dell’arcipelago, Panera la più piccola, le più vecchie Alicudi e Filicudi (circa 1 milione di anni) , le isole più giovani e attive vulcanicamente sono Stromboli e Vulcano. Escursione in Motonavi con Aria Condizionata

– Itinerario: STROMBOLI – LIPARI – VULCANO

Partenza prevista per le 7:45/08:00 direttamente dall’albergo, arrivo al porto di Tropea, imbarco e partenza per le isole eolie.

Arrivo previsto a Tropea alle 19:20 circa.

Programma 2

STROMBOLI BY NIGHT

L’isola più interessante dell´ Arcipelago delle Isole Eolie dove è presente ancora l’attività vulcanica che si svolge incessantemente dall´epoca della sua emersione, gli antichi la chiamavano il faro del Tirreno, e ben visibile anche dalla Calabria.Sorge nel Tirreno meridionale a 38° 47´ di latitudine Nord e 15^ 12` di longitudine Est (porto) ed è posta nell´estremo arco orientale dell´arcipelago, tra Panarea e la costa tirrenica calabra, da cui dista appena 60 Km circa (tropea) raggiungibile con 2 ore di navigazione. Il vulcano Stromboli, coi suoi fianchi simmetrici e con la sua accentuata forma conica, eleva le sue cime gemelle a 927 m sopra il livello del mare.

Quella che noi vediamo è peraltro solo la parte emersa di un imponente vulcano di 3.000 metri di altezza il cui volume complessivo è 25 volte più grande di quello della parte emersa. Sosta di circa 3 ore sull’isola di Stromboli, alle 20:30 partenza per visitare la famosa “Sciara del Fuoco” dove sosteremo per 1 ora c.a. per assistere alle spettacolari esplosioni del vulcano.

Partenza direttamente dall’albergo verso le 14:00/14:30, arrivo al porto di Tropea subito dopo imbarco e partenza per l’isola.

Il rientro è previsto per le ore 23:30 circa.

Per info e prenotazioni vi potrete rivolgere alla reception.

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paolo Nov 9, 2018 Escursioni no responses

Grotte di Zungri

L’Insediamento Rupestre di Zungri è un villaggio di straordinaria bellezza.

Costituito da circa 100 case-grotta scavate nel banco roccioso costituisce un vero e proprio ambiente antropizzato.
L’insediamento è situato nell’immediata periferia del centro storico di Zungri, in località Fossi, sul costone esposto a sud-est della valle della Fiumara Malopera, sui 490 mt. s. l.m.
L’insediamento delle case-grotte sembra risalire al X-XII sec. Costituito da un centinaio di grotte, di varie dimensioni e forme, l’insediamento occupa una superficie di circa 3000 mq ed è considerato un caso unico, nel suo genere in Calabria. La vista di queste singolari forme lascia immaginare i modi di vita e l’organizzazione socio-economica di un agglomerato umano, tanto lontano nel tempo, al di là dei pochi dati che si conoscono.

Relativamente alla struttura, se la gran parte delle grotte è costituita da un solo ambiente (monocellulare) al piano terreno, ce ne sono alcune composte da più ambienti (bicellulare), ed altre dotate anche del piano superiore; un solaio a cui si accede tramite scale interne in legno, oppure scavate nell’arenaria.
Varia è la forma interna delle grotte, ve ne sono circolari, rettangolari con volta a cupola, con foro presa d’aria, e altre hanno regolari finestre. Chiare sono, inoltre, le tracce della rete viaria dell’insediamento, compresi gli scalini scavati nell’arenaria. Visibili sono le tracce della rete idrica, varie sono le sorgenti e le vasche tuttora presenti.

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paolo Nov 9, 2018 Escursioni no responses

Dalla Sila a Reggio Calabria

Reggio di Calabria

Il Museo Archeologico Nazionale ospita i famossissimi Bronzi di Riace, rarissimi esempi di statue greche originali: già da soli valgono la visita. Da vedere anche la Cattedrale. La  passeggiata sul lungomare, definito il più bello d’Italia.

Locri

Rivivete tutto il fascino della Magna Grecia nei resti della “polis” fondata nel VII sec. a.C.: resti di quartieri abitati, delle mura di cinta, di fortilizi e opere idrauliche, reliquie di necropoli di varia età.

Pentedattilo

Il palmo della mano esiste ed è fatto di pietra, e le sue dita stanno già nel nome di questo borgo calabrese che essa sorregge, derivante dal greco “penta daktylos”, vale a dire “cinque dita”. Esse, infatti, sono ricordate dalla forma della roccia della montagna che lo sovrasta, lo regge e protegge. Si tratta del Monte Calvario, suggestiva sommità all’interno dell’Area Grecanica, a pochi chilometri da Reggio Calabria. Pentedattilo è un luogo dal fascino indescrivibile, e dalla storia ultramillenaria, che risale addirittura a diversi secoli prima di Cristo, ai tempi dei coloni greci.  E proprio come accade su ogni mano che si rispetti, specie su quelle che hanno raggiunto una considerevole matura età, ne porta i segni tra le sue strade, tra le sue case, come ancor meglio scrisse di esso l’immenso Italo Calvino: “Il suo passato è scritto nelle vie, in ogni segmento rigato a sua volta da graffi, seghettature, intagli.”

Gerace

La città delle cento chiese. Il suo centro storico è un concentrato di storia della Calabria: chiese e palazzi raccolgono tutti gli stili delle dominazioni che si sono susseguite nei secoli. Da visitare soprattutto la Cattedrale e la chiesa di San Francesco.

 Scilla

La leggenda vuole che sia stata fondata da Ulisse costretto a sbarcare qui. Sicuramente risalente al periodo greco, oggi è un noto centro peschereccio e balneare. Visita al Castello dei principi Ruffo, costruito nell’XI sec., in età normanna, che ospita una famosa Galleria d’Arte.

Stilo

E’ la citta dei Tommaso Campanella, l’autore della “Città del sole”. Ospita il più significativo monumento bizantino della Calabria: la Cattolica, una chiesa risalente al X sec. Affascinanti anche i ruderi del castello medievale.

Serra San Bruno

L’antica Certosa sorge in mezzo ad un bellissimo bosco. A pochi chilometri, nella nuova Certosa, di recente è stato costruito un museo che illustra la storia e la vita quotidiana dei monaci certosini, dediti alla preghiera e al silenzio in totale isolamento dal mondo esterno.

La Sila

Le bellissime montagne della Calabria valgono bene un’escursione di una giornata. L’Altipiano della Sila si trova all’interno del Parco Nazionale della Calabria, dove è possibile avvistare animali come lupi e cervi. Il suggestivo lago Cecita merita una sosta.

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